Il progetto acustico di recupero della Chiesa del Polo Museale di Ascoli Satriano in via Santa Maria del Popolo non più utilizzata per il culto, nella prospettiva di renderla adatta ad ospitare conferenze e convegni, necessita in primo luogo l’individuazione e l’eliminazione di evidenti difetti acustici; proponendo interventi che adattino e migliorino la qualità sonora della sala ma che siano, allo stesso tempo, poco invasivi nel rispetto della configurazione originale dell’edificio di interesse storico ed architettonico.

Da una prima analisi si desume che la situazione acustica attuale è caratterizzata da:
volume molto elevato, imputabile soprattutto alle notevoli altezze e sviluppo longitudinale, la grande quantità di superfici intonacate (con basso coefficiente di assorbimento acustico), gli effetti di fiancheggiamento dovuti alla forma geometrica della navata, dell’abside e della navata laterale, causano innumerevoli riflessioni delle onde sonore che, spingendosi prima verso il soffitto poi verso il fondo della sala e nella navata laterale, arrivano nella zona destinata al pubblico con notevole ritardo rispetto all’onda diretta. Come molti ambienti destinati al culto, quindi anche l’ex chiesa in via Santa Maria del Popolo presenta lunghi tempi di riverberazione, elevati valori del tempo baricentrico ed una chiarezza insufficiente. L’installazione di sistemi di amplificazione per uso conferenze ha creato ulteriori problemi in termini di intellegibilità del parlato. L’intervento progettuale è rivolto soprattutto a correggere queste problematiche, riducendo il cammino percorso dalle onde sonore e convogliando l’energia delle prime riflessioni nelle zone occupate dal pubblico,in modo da aumentare la quota di energia diretta verso la platea, che è anche la superficie a maggior assorbimento acustico, riducendo la coda sonora.

Al fine di ottimizzare la propagazione del suono, la progettazione dell’ambiente acusticamente corretto è stata sviluppata attraverso un metodo analitico:
· analisi dettagliata della natura delle superfici e della loro estensione;
· ricerca dei coefficienti di assorbimento acustico, da tabelle bibliografiche o
da schede tecniche del materiale, e determinazione delle unità assorbenti
prima del trattamento;
· calcolo del tempo di riverberazione (T60) teorico della sala;
· ricerca del tempo di riverberazione ottimale in funzione dell’uso e del
volume dell’ambiente e calcolo delle unità assorbenti per realizzarlo;
· scelta del tipo di materiale;
· disposizione del materiale.

A livello progettuale si è perseguito un intervento che, oltre a correggere i parametri che mostrano i valori più sfavorevoli, fosse di facile applicazione e si inserisse nell’ambiente di particolare pregio storico-architettonico senza snaturarne la percezione globale e con il minor impatto possibile.Nel rispetto dei vincoli storici ed artistici si è cercato di ottenere la massima efficienza delle superfici assorbenti con la scelta di materiali ad alto fonoassorbimento ma di limitati spessori, facili da sagomare e da applicare, mentren la navata centrale è stata isolata con l’inserimento di strutture vetrate a chiusura degli archi di separazione dalla navata laterale.